UGR e abbagliamento: cos'è l'Unified Glare Rating e come rispettarlo in progettazione
Definizione di abbagliamento molesto e debilitante, metodo UGR secondo CIE 117, valori limite per attività da EN 12464-1 e strategie di riduzione.
Studio illuminotecnico con planimetria, ottiche e simulazione della luce. Immagine illustrativa generata con AI.
In sintesi
L'abbagliamento è una delle cause principali di affaticamento visivo, calo di produttività e infortuni sul lavoro. In illuminotecnica lo si valuta attraverso l'Unified Glare Rating (UGR), indicatore normalizzato che quantifica quanto un impianto risulta molesto per un osservatore posto in una determinata posizione. Le norme europee (in primis EN 12464-1) fissano valori massimi di UGR per ogni tipologia di ambiente e di compito visivo: rispettarli non è un dettaglio estetico, è un requisito prestazionale del capitolato.
Tipi di abbagliamento
In letteratura si distinguono classicamente due forme di abbagliamento: molesto (discomfort glare) e debilitante (disability glare). Il primo genera fastidio, ma non impedisce la visione: è ciò che l'UGR misura. Il secondo riduce fisicamente la capacità di distinguere i dettagli, tipicamente per la comparsa di una sorgente troppo brillante nel campo visivo (ad esempio i fari di un veicolo in senso opposto in galleria).
Abbagliamento molesto (discomfort glare) — indice UGR; norma di riferimento CIE 117:1995 ed EN 12464-1.
Abbagliamento debilitante (disability glare) — misurato attraverso il Threshold Increment (TI) in ambito stradale (EN 13201) e la Veiling Luminance.
Abbagliamento riflesso — dovuto alla riflessione della sorgente su superfici lucide (schermi, banchi lavoro), spesso non conteggiato in UGR ma rilevante nella pratica.
Cos'è l'UGR e come si calcola
L'UGR (Unified Glare Rating), introdotto dalla CIE con il documento 117 del 1995, sostituisce i vecchi indici nazionali (Glare Index britannico, Söllner tedesco) con un metodo unico europeo. Il valore dipende dalla luminanza dell'apparecchio nella direzione dell'osservatore, dalla luminanza di fondo, dalla posizione dell'apparecchio nel campo visivo (indice di posizione di Guth) e dall'angolo solido sotteso.
Scala UGR: L'UGR è una grandezza adimensionale che tipicamente varia tra 10 (nessun abbagliamento percepito) e 30 (fortemente molesto). Ogni gradino di 3 unità corrisponde a una variazione percepita significativa.
Nel software di calcolo (DIALux, Relux) l'UGR viene stimato per una posizione osservatore specifica, sulla base del file fotometrico dell'apparecchio (formato .ldt o .ies). Noi di Lumeitalia dichiariamo nel datasheet una tabella UGR per varie geometrie ambientali standard (metodo tabellare CIE 117): questo consente al progettista una prima verifica prima ancora del calcolo tridimensionale.
Valori limite UGR per ambiente (EN 12464-1)
La norma EN 12464-1 (illuminazione dei luoghi di lavoro in interni) associa a ogni compito visivo un valore massimo di UGR (UGRL, Unified Glare Rating Limit). Di seguito una selezione operativa; per la casistica completa fa fede l'edizione vigente della norma.
Attenzione ai locali con videoterminali: Negli ambienti con schermi (uffici, sale controllo, sale operative) il valore UGR ≤ 19 è vincolante. In alcune postazioni ad alta esigenza visiva (es. sale controllo con monitor multipli, sale radiologiche) può essere richiesto UGR ≤ 16.
Laboratori di precisione — Assemblaggio fine, controllo qualità — 19
Officine meccaniche generiche — Lavorazione meccanica media — 22
Retail — area vendita — Esposizione prodotti — 22
Corridoi / vani scala — Circolazione — 25–28
Magazzini con presenza continua — Movimentazione, picking — 25
Fattori che influenzano l'UGR
Luminanza della sorgente nella direzione osservatore: apparecchi con schermatura ottica efficace producono UGR più bassi a parità di flusso.
Geometria dell'ambiente: soffitti alti e superfici scure riducono la luminanza di sfondo, peggiorando l'UGR percepito.
Posizione dell'osservatore rispetto agli apparecchi (indice di posizione di Guth).
Distribuzione fotometrica dell'apparecchio: ottiche batwing e dark-light limitano l'emissione ad angoli >65° dalla verticale.
Temperatura di colore: CCT elevati (>5000 K) tendono ad aumentare la percezione soggettiva di abbagliamento a parità di UGR calcolato.
Come ridurre l'UGR in progettazione
Il primo intervento è sempre sulla sorgente. Apparecchi con luminanza media < 3.000 cd/m² a 65° dalla verticale (categoria dark-light secondo la vecchia CIE 29-2) garantiscono UGR ≤ 19 nella maggior parte dei layout di ufficio standard. Le lenti microprismatiche o le ottiche a celle esagonali offrono migliori prestazioni rispetto ai semplici diffusori opalini, che disperdono la luce anche a grandi angoli.
A parità di apparecchio, un layout corretto è determinante. In ufficio, la disposizione degli apparecchi va coordinata con la posizione delle postazioni: le lampade non devono trovarsi frontalmente nel campo visivo dell'operatore. Nei layout aperti si raccomanda l'orientamento longitudinale rispetto alla direzione di sguardo prevalente.
Aumentare la riflettanza del soffitto (bianco opaco, ρ ≥ 0,70) e delle pareti (ρ ≥ 0,50) riduce l'UGR percepito perché innalza la luminanza di sfondo. Al contrario, superfici scure e satinate peggiorano il rapporto tra sorgente e ambiente. Le superfici di lavoro dovrebbero avere riflettanza tra 0,20 e 0,60 con finitura opaca per evitare abbagliamento riflesso.
Nei casi in cui l'apparecchio non possa essere sostituito, si può intervenire con accessori: griglie parabolizzate, lenti batwing aggiuntive, schermi a nido d'ape. Sono soluzioni palliative: riducono l'UGR ma anche il rendimento fotometrico dell'apparecchio, con impatto sui consumi.
Checklist di verifica UGR in progetto
Individuato il valore UGRL corretto secondo EN 12464-1 per ogni ambiente
Verificato UGR calcolato in DIALux/Relux per ogni postazione operatore, non solo per la media ambiente
Datasheet apparecchio con tabella UGR CIE 117 allegato al progetto
Riflettanze di soffitto/pareti/pavimento inserite nel modello di calcolo
Controllato UGR anche in condizioni di luce diurna assente (peggior caso)
Per postazioni VDT verificato UGR ≤ 19 e assenza di riflessioni sugli schermi
Piano di manutenzione con pulizia periodica degli apparecchi definita
Conclusioni operative
L'UGR non è un numero da inserire nella scheda per completezza: è un vincolo prestazionale che condiziona la scelta degli apparecchi, il layout e le finiture ambientali. Un progetto illuminotecnico che rispetta l'UGR limite ma ignora la posizione degli operatori è formalmente conforme e sostanzialmente sbagliato. Gli apparecchi Lumeitalia per ambienti indoor tecnici (uffici, industria, retail) dichiarano tabelle UGR complete secondo il metodo tabellare CIE 117 e file fotometrici IES/LDT che consentono la verifica puntuale in fase di calcolo.
Domande frequenti
Cosa significa UGR ≤ 19?+
Significa che l'apparecchio, installato secondo la geometria dichiarata, produce un abbagliamento molesto inferiore alla soglia limite prescritta dalla EN 12464-1 per compiti visivi impegnativi come ufficio, scuola o laboratorio.
L'UGR dichiarato sul datasheet vale sempre?+
No. dichiariamo l'UGR per geometrie ambientali standard (metodo tabellare CIE 117). Nel progetto reale l'UGR va ricalcolato in base alle dimensioni effettive del locale, alle riflettanze e alla posizione osservatore.
Qual è la differenza tra UGR e TI (Threshold Increment)?+
UGR misura l'abbagliamento molesto in ambiente interno secondo EN 12464-1. TI misura l'abbagliamento debilitante nell'illuminazione stradale secondo EN 13201: esprime l'incremento di soglia di percezione dovuto alla presenza degli apparecchi nel campo visivo del conducente.
Un UGR basso implica sempre maggior comfort?+
Non necessariamente. UGR molto bassi ottenuti con ottiche molto chiuse possono generare un ambiente uniforme ma piatto, poco stimolante. Il progetto ottimale bilancia UGR contenuto, buona uniformità e presenza di modellamento (illuminamento cilindrico).
Come si affronta l'abbagliamento riflesso sugli schermi?+
L'UGR non lo copre direttamente. Si affronta con posizionamento degli apparecchi rispetto agli schermi, uso di ottiche con emissione controllata ad alti angoli e, quando serve, schermi VDT antiriflesso.
Lumeitalia — Sistemi LED professionali
Lumeitalia è il brand di illuminazione LED professionale di Mya Tech S.r.l., azienda italiana fondata nel 2011 a Trezzano sul Naviglio (MI); il brand è attivo dal 2020.