Domande frequenti
Un EPC richiede capitale iniziale al Comune?
No: nel modello Shared Savings l'intero investimento è finanziato dalla ESCO e recuperato tramite quota dei risparmi. Nel modello Guaranteed Savings il Comune può accedere a mutui BEI/CDP dedicati con oneri coperti dai risparmi generati.
L'EPC incide sul debito pubblico del Comune?
Se strutturato secondo i criteri Eurostat SEC 2010 (rischi di disponibilità e domanda trasferiti alla ESCO), l'EPC è classificato off-balance sheet e non incide su indebitamento e Patto di Stabilità.
Quanto dura un contratto EPC per illuminazione pubblica?
La durata massima consentita dall'ANAC per EPC sull'illuminazione pubblica è di 20 anni, ma la durata tipica è 12-15 anni per bilanciare payback tecnico e sostenibilità del canone.
Cosa succede se la ESCO non raggiunge i risparmi garantiti?
La ESCO deve compensare economicamente il Comune per la differenza tra risparmi garantiti e risparmi effettivi, secondo le clausole del contratto verificate con protocollo IPMVP.
L'EPC è compatibile con il PNRR e il Conto Termico?
Sì: EPC, contributi PNRR e Conto Termico sono cumulabili nel rispetto dei massimali europei sugli aiuti di Stato. La ESCO gestisce tipicamente l'istruttoria degli incentivi per conto del Comune.
Serve una diagnosi energetica prima di attivare un EPC?
Sì, la diagnosi energetica UNI CEI EN 16247 è obbligatoria per definire la baseline di consumo e i risparmi garantiti. Può essere finanziata via Conto Termico o inclusa nel primo lotto della gara.
Quali criteri usare per aggiudicare una gara EPC?
Il criterio raccomandato è l'Offerta Economicamente Più Vantaggiosa (OEPV) con ponderazione 70% tecnica (qualità apparecchi, risparmi garantiti, SLA manutentivi, smart city) e 30% economica (canone e ribasso).